Pavia, riparte la cultura: intervista all'Assessore Singali

PAVIA. Città d'arte e di saperi, ricca di bellezza e di un importante passato, l'antica Capitale longobarda riprende le proprie iniziative culturali dopo l'emergenza sanitaria con una mostra dedicata alla produzione di un artista eclettico e di grande valore, che è stato capace di fondere in maniera indissolubile fede e arte: Costantino Ruggeri (Adro, 1925 - Merate, 2007), che per tanti anni visse a Pavia e che amò profondamente questa città. Frate francescano, pittore e scultore, ideatore di chiese e vetrate in tutto il mondo, Costantino fu uno dei più autorevoli artefici del rinnovamento dell'arte sacra in Italia, pienamente inserito nel contesto artistico del suo tempo.

Parliamo della mostra e della ripresa delle attività culturali con l'Assessore alla Cultura, Musei, Eventi e Marketing Territoriale del Comune di Pavia Mariangela Singali, che riceve Vittorio Schieroni presso lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto, dove è stata recentemente inaugurata l'esposizione dedicata a Padre Costantino "Dalla materia alla forma", aperta al pubblico fino al 4 ottobre.


Nella foto: il Broletto di Pavia


Intervista di Vittorio Schieroni

Direttore ARTSTART


Vittorio Schieroni: Innanzitutto vorrei ringraziarla per avermi ricevuto di persona e per questa speciale visita alla mostra di Costantino Ruggeri, all'interno dello Spazio Arti Contemporanee del Broletto. Da dove nasce l'idea di questa esposizione e quali opere vedremo esposte?


Mariangela Singali: L'idea nasce soprattutto dal momento che stiamo attraversando. Tutti quanti siamo rimasti costretti nelle nostre abitazioni, è arrivato per tutti noi un momento di riflessione su quello che è il nostro pianeta e sulle nostre esigenze primarie, che forse avevamo un po' trascurato. C'è stata subito l'idea di proporre iniziative in primis possibilmente all'aperto e lo abbiamo fatto con l’installazione di Land art di Claudia Borgna nel Parco della Vernavola, proprio perché ci chiedevamo quanto le persone avessero la necessità di chiudersi nelle sale museali dopo tutto questo tempo trascorso in isolamento. Non potevamo però trascurare il lavoro di Costantino Ruggeri che, al di là del fatto che si tratti di un artista locale conosciuto, ha una storia importante, perché ha frequentato l'Accademia di Brera trovandosi a contatto con grandi nomi che si sono rivelati poi dei capiscuola dell'arte di quegli anni, come Merz, Dova, Crippa, Fontana, Kounellis. In questo periodo che va agli anni Sessanta agli anni Settanta ha seguito questa filosofia e questa corrente con una sua interpretazione personale e interessante. Ho ritenuto che queste opere, che non erano mai state esposte, avessero in tale circostanza l'occasione di essere viste e quindi è nata la mostra sull'Arte povera di Costantino Ruggeri.


Seguendo il percorso espositivo colpisce subito la bellezza e la modernità di questa serie di "Celle", gli "Spazi mistici", che si trovano nella prima sala dell'esposizione.


Abbiamo scavato nella vita di Costantino, che proveniva da una famiglia poverissima e che si è unito ai frati all'età di nove anni. La sua vena artistica è venuta fuori presto e Costantino ha chiesto di poter essere mandato a Brera; così è stato, pur in maniera un po' ufficiosa. Un momento in cui lui ha veramente espresso il massimo di sé. Soprattutto in queste "Celle" si nota proprio una ricerca di un'intimità familiare di cui lui non aveva potuto godere. Queste piccole stanze, ridotte al minimo, all'essenziale, dove si rivela una grande spiritualità, un sentimento interiore che va al di là anche della religione. Con questa mostra volevamo elevarlo come artista, perché si è sempre parlato di lui come frate, nel suo rapporto con la fede: è stato ben conosciuto sotto questo aspetto, ma si va anche oltre. Qui viene proprio fuori l'artista, l'artista vero, nella composizione, nel dettaglio, in questo senso di minimalismo e di essenzialità.


Nelle foto: Spazio Arti Contemporanee del Broletto

"Con questa mostra volevamo elevarlo come artista, perché si è sempre parlato di lui come frate, nel suo rapporto con la fede: è stato ben conosciuto sotto questo aspetto, ma si va anche oltre. Qui viene proprio fuori l'artista, l'artista vero, nella composizione, nel dettaglio, in questo senso di minimalismo e di essenzialità".

Un artista al passo con le sperimentazioni della contemporaneità che stava vivendo, a stretto contatto con Maestri e Movimenti che hanno segnato la storia dell'arte del Novecento. Abbiamo prima fatto accenno all'Arte povera teorizzata da Germano Celant, che ritroviamo in particolar modo nell'impiego di materiali di recupero.


Costantino andava nelle discariche, nei vecchi magazzini, recuperava i cartoni, pezzi di plastica, tutto ciò che trovava, e ha dato origine a composizioni di una poesia estrema. Ognuna di esse è emozionante, perché riesce a trasmettere in maniera esplicita, con poche cose, un sentimento profondo: questa, secondo me, è per un artista una grande prerogativa. Questa nitidezza del bianco, il candore di queste situazioni che rivelano un'intimità forte. L'attimo fuggente che viene fuori in maniera importante.


Costantino è stato molto legato a Pavia: è la riprova che si possa fare arte contemporanea anche in una città antica e ricca di storia come questa? Una città che ha bisogno di arte contemporanea, perché Pavia ha dei tesori magnifici, ma c'è un presente e non solo un passato.


Assolutamente sì, il passato è importante per comprendere il contemporaneo. Vorrei che l'arte contemporanea diventasse un pretesto per coniugare l'antico al contemporaneo. Nel mio progetto c'è proprio l'idea di portare a Pavia l'arte contemporanea, ma non fine a se stessa, inserirla per valorizzare il nostro patrimonio, che poche città hanno in maniera così importante. Attraversiamo diversi secoli di storia, nell'architettura, nell'arte: per valorizzarla ci vuole anche qualcosa che scuota il sentimento delle persone, che aiuti in qualche modo a rielaborare il passato.


Nella gallery fotografica: opere d'arte di Costantino Ruggeri


"Vorrei che l'arte contemporanea diventasse un pretesto per coniugare l'antico al contemporaneo. Nel mio progetto c'è proprio l'idea di portare a Pavia l'arte contemporanea, ma non fine a se stessa, inserirla per valorizzare il nostro patrimonio, che poche città hanno in maniera così importante".

Pavia e il lockdown: come per tutte le altre città, attività culturali sospese ed eventi cancellati o rimandati. Questa mostra, insieme all'opera di Land art al Parco della Vernavola e al cinema all'aperto presso il Castello Visconteo, è il primo passo per una ripartenza, che tuttavia non è semplice pianificare. Come affronterete la cosiddetta "Fase 3"?


Abbiamo dovuto rivedere tutto il programma, che era piuttosto pretenzioso e che aveva bisogno di un lungo periodo di preparazione: non volevamo rischiare di arrivare a settembre e ottobre con delle restrizioni tali da non consentire di ricevere il riscontro che i nostri progetti avrebbero dovuto avere. Stiamo lavorando per rivalutare tutto il patrimonio storico-artistico della nostra città, dei nostri musei, stiamo preparando una mostra per settembre, ancora in fase di progettazione. Ci stiamo adoperando per eventi, per iniziative che portino nei confronti della nostra città tutto l'interesse che merita, fino al momento in cui tireremo tutti un sospiro di sollievo. Avevamo in progetto anche una bellissima installazione in Santa Maria alle Pertiche sul tema del riscaldamento globale, che speriamo di poter realizzare. È tutto un work in progress.


Pavia è storia, arte, cultura, ma anche natura e tradizioni enogastronomiche: avete in programma anche un rilancio del territorio?


L'importante per noi è portare a Pavia l'eccellenza. Siamo dell'avviso che sia essenziale fare cose che destino l'interesse di altri luoghi, anche al di fuori della Provincia e di Pavia stessa. Stiamo lavorando per portare a Pavia delle realtà che vadano a valorizzare anche tutto il nostro territorio, le nostre colline, che sono straordinarie. Vorremmo che fosse portato alla conoscenza dei più il fatto che ci sono molte eccellenze nel nostro territorio che meritano di essere valorizzate, non ultimo il Parco del Ticino. Non ci manca davvero nulla.



L'intervista è stata rilasciata in data 20 luglio 2020 presso lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto di Pavia.


Le immagini delle opere di Costantino Ruggeri che accompagnano il testo sono state scattate da Vittorio Schieroni il giorno dell'intervista.


La mostra "Dalla materia alla forma. Opere di Costantino Ruggeri" è aperta al pubblico a ingresso libero ogni giorno, ad esclusione del martedì, dalle ore 11 alle 18 presso lo Spazio Arti Contemporanee del Broletto di Pavia.

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