Laddie John Dill al MOAH di Lancaster (Los Angeles)

LANCASTER (LOS ANGELES - USA). Il MOAH Museum of Art & History di Lancaster, nell'ambito della mostra "The Light of Space", espone fino al 19 aprile una personale di Laddie John Dill a cura di Cynthia Penna, Art director di ART1307, istituzione culturale con sedi a Napoli e Los Angeles.



La stanza sensoriale di Laddie John Dill

Testo critico di Cynthia Penna


"Il mio libro è un dipinto" ha scritto Marcel Proust a Jean Cocteau, riferendosi alla "Ricerca" e ai suoi numerosi rapporti con il colore: un elemento che Proust ha incluso in quasi ogni singola immagine del suo capolavoro. … "Sono un pittore e la mia tela è la stanza" dichiara Laddie John Dill, riferendosi alle sue installazioni fatte di luci e sabbie e alle sue "atmospheric works" che sono, appunto, atmosfere di significato in cui lo spettatore è completamente assorbito, avvolto come in una specie di placenta sensoriale che gli fa perdere la sensazione del tempo e, a volte, dello spazio.

Un Proust che "dipinge" scene colorate: c'è qualcosa di paradossale e inquietante in questo, per non parlare dell'idea di uno scultore che "dipinge" le stanze, non con il colore reale ma con il colore "mentale", un colore creato dalla percezione sensoriale visiva, attraverso un cervello che la rielabora in termini di percezione "ambientale", proiettata in una dimensione metafisica tout court.

Questa dimensione metafisica dissolve la materia, trascendendola attraverso la luce. Dill crea così un effetto poetico, che è la poetica delle atmosfere: una luce che si diffonde nello spazio e se cerchiamo una fonte di ispirazione, la troveremmo nella luce calda e avvolgente, quasi intangibile di Paolo Veronese, Vermeer o Piero della Francesca, piuttosto che nella luce violenta e acuta di Caravaggio o Rembrandt.


"Sono un pittore e la mia tela è la stanza".

La qualità poetica di questa luce è trascendente, quasi mistica, con un misticismo meditativo.

Durante la creazione di queste installazioni luminose, Dill ha svolto un ruolo che potremmo definire "paesaggista tonale"; l'artista è riuscito a distribuire e irradiare la luce quasi uniformemente nell'ambiente. Nella pittura “tonale”, un genere in cui i pittori veneziani del XVI secolo come Bellini e Giorgione hanno pochi rivali, la tonalità cromatica si ottiene sovrapponendo strati di vernice e vernice alternati con leggerissime differenze di tono, che si disperdono nel paesaggio.

Il risultato è un ambiente carico di mistero, poesia e magia.

Lavorando con materiali duri come "alluminio 6061" in opere d'arte come " Light Traps", quelle in piedi sul muro di questa stanza, Dill sfida la manipolazione di questi materiali a un punto tale, e in modo tale da renderli duttili; sottometterli ed essere sottomessi dal fascino poetico che è stato in grado di esprimere attraverso di loro. Il materiale non perde la sua identità in questo processo; la manipolazione dell'alluminio non cambia la struttura del materiale. In effetti, rimane quello che è; ma la grande abilità dell'artista consiste nel "metterlo in scena" in modo poetico, conferendo una qualità poetica alla sua sostanza. L'artista dà al materiale un'altra possibile esistenza.


Nella foto: Laddie John Dill al Moah di Lancaster


"Una sorta di realtà alterata, un ambiente da sogno, immersivo e meditativo; un intero mondo in cui lo spettatore viene proiettato e viene sommerso da sensazioni più che dalla percezione fisica delle cose reali".

Possiamo definire le opere di Dill come vibrazioni di luce perché, nella loro natura eterea, sembrano vibrare con una "qualità sonora visiva" in cui la luce viene modulata, unita, intrappolata e diretta come se fosse una sinfonia.

La natura molto poetica delle sue opere è attribuibile all'effetto estetico creato dalla luce che è intrappolata nello spazio e che viene poi "liberata" in modo che possa fluire verso lo sguardo dello spettatore.  E all'interno di questa mostra che parla di Luce, Cielo e Terra, Dill crea un momento coeso tra gli elementi. Li mette in relazione in una relazione totale, piena, completa, creando un'atmosfera immersiva in cui lo spettatore è proiettato come in uno stato di dubbio su ciò che si percepisce; un'instabilità visiva in cui l'immagine diventa liquida e l'ambiente circostante può persino diventare irreale. Una sorta di realtà alterata, un ambiente da sogno, immersivo e meditativo; un intero mondo in cui lo spettatore viene proiettato e viene sommerso da sensazioni più che dalla percezione fisica delle cose reali.

Il cielo diventa Terra e viceversa: sono elementi di un tutto che non può essere diviso o diviso in frammenti o in settori: appartengono alla Natura e la Natura è L'UNICO elemento come un ambiente totale da preservare, rispettare e amare.



The Light of Space

The Sensorial room of Laddie John Dill a cura di Cynthia Penna

Dall'8 febbraio al 19 aprile 2020

MOAH Museum of Art & History, 665 W. Lancaster BLVD, Lancaster, CA 93534, USA

Informazioni: www.art1307.com, info@art1307.com


Opere nelle foto di Laddie John Dill


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