Le foto di Tirindelli al Museo "Ala Ponzone" di Cremona
Aggiornamento: 3 ore fa
CREMONA. Il Museo civico "Ala Ponzone" presenta la mostra "Novecento a Cremona. Fotografie di architettura" con opere di Andrea Tirindelli dedicate alle architetture realizzate nella città lombarda tra le due Guerre mondiali.

Museo Civico Ala Ponzone, Cremona - Sala delle Mostre Temporanee 13 novembre 2026 - 5 gennaio 2027 Inaugurazione venerdì 13 novembre ore 17 A cura di Nayla Renzi, Daniele Renzi, Giovanni Ripa Fotografie di Andrea Tirindelli
Il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona presenta "Novecento a Cremona. Fotografie di architettura", una mostra che attraverso sessanta fotografie di Andrea Tirindelli propone una rilettura della stagione architettonica cremonese compresa fra le due guerre mondiali.
Il progetto nasce dall'incontro fra la storia dell'architettura e lo sguardo personale del fotografo, che non si limita a documentare gli edifici, né a restituirne una semplice registrazione visiva. Attraverso inquadrature, prospettive, rapporti fra luce e materia, pieni e vuoti, dettagli e visioni d'insieme, la fotografia diventa uno strumento critico capace di interpretare l'architettura e restituirne la presenza nello spazio contemporaneo.
La mostra si configura così come un doppio percorso: da una parte la vicenda della trasformazione architettonica e urbanistica di Cremona nel periodo tra le due guerre; dall'altra la lettura che di quella stessa vicenda propone oggi lo sguardo fotografico. Gli edifici diventano pertanto soggetti, ma anche forme da interrogare: volumi, superfici, geometrie e proporzioni attraverso i quali la città racconta la propria storia.
Il percorso prende avvio dalle architetture degli anni Venti, ancora legate a una pluralità di riferimenti e caratterizzate soprattutto da linguaggi eclettici e storicisti, per approdare agli interventi degli anni Trenta, quando la città fu interessata da un processo di più radicale trasformazione.
In questa fase le architetture si intrecciano strettamente con le grandi operazioni urbanistiche e con le demolizioni del centro storico, che modificarono l'immagine di Cremona e introdussero nuovi rapporti tra edifici, strade e spazi pubblici. Si afferma progressivamente un classicismo monumentale semplificato, riconducibile alla cultura architettonica del regime e alle esperienze di Marcello Piacentini: un linguaggio nel quale la tradizione classica viene reinterpretata attraverso la semplificazione dei volumi, la chiarezza geometrica e una concezione rappresentativa dell'architettura, in dialogo - e talvolta in tensione - con le istanze razionaliste e novecentiste che percorrevano l'Europa e l'Italia.
È una stagione nella quale l'architettura assume anche un evidente valore di rappresentazione pubblica. Gli edifici, le piazze e i nuovi assi urbani diventano parte di una precisa costruzione dell'immagine della città e testimoniano il rapporto tra architettura, potere e ideologia.
Tra i protagonisti di questa vicenda emergono soprattutto gli ingegneri, figure alle quali fu affidata una parte importante della trasformazione edilizia della città. Tra questi Nino Mori, interprete delle istanze rappresentative dell'epoca e autore di numerosi interventi, insieme ad Aldo Ranzi e Carlo Gaudenzi, le cui opere contribuiscono a delineare il volto della Cremona fra le due guerre.
Accanto a questa produzione si collocano esperienze di particolare interesse per la ricerca di una nuova identità dell'architettura italiana. È il caso di Carlo Cocchia e Giovanni Muzio, le cui figure si distinguono per la qualità progettuale e per la capacità di confrontarsi con il tema della modernità attraverso linguaggi personali, sospesi fra tradizione e innovazione.
È proprio nella compresenza di orientamenti differenti che la mostra individua uno degli aspetti più interessanti della stagione architettonica cremonese: non un'immagine univoca del Novecento, ma un campo di sperimentazione nel quale convivono storicismo, monumentalità, cultura novecentista, razionalismo e ricerca di nuovi rapporti tra architettura e città.
Lo sguardo di Andrea Tirindelli si inserisce in questa complessità con una propria cifra interpretativa. La macchina fotografica seleziona, isola, ricompone. Un edificio conosciuto può apparire improvvisamente diverso quando viene osservato attraverso una determinata prospettiva; un particolare costruttivo può assumere la forza di un'immagine autonoma; una facciata può trasformarsi in una composizione astratta di piani, ombre e geometrie.
La fotografia diventa quindi un secondo progetto sull'architettura: non modifica l'edificio, ma modifica il modo di guardarlo. In questo senso le sessanta immagini della mostra costituiscono una sorta di atlante visivo del Novecento cremonese, nel quale la dimensione documentaria convive con quella interpretativa e poetica.
"Novecento a Cremona. Fotografie di architettura" invita dunque a riscoprire una parte significativa del patrimonio architettonico della città attraverso una duplice prospettiva: quella dello storico, che riconosce nelle forme le vicende culturali, politiche e urbanistiche di un'epoca, e quella del fotografo, che nel presente torna a interrogare quelle stesse forme, restituendo loro una nuova possibilità di essere viste.
Titolo mostra: "Novecento a Cremona. Fotografie di architettura"
Fotografie di: Andrea Tirindelli
A cura di: Nayla Renzi, Daniele Renzi, Giovanni Ripa
Sede: Museo Civico Ala Ponzone, Via Ugolani Dati 4, 26100 Cremona - Sala delle Mostre Temporanee
Inaugurazione: venerdì 13 novembre 2026 ore 17
Periodo: 13 novembre 2026 - 5 gennaio 2027
Giorni e orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 17
Giorni di chiusura: tutti i lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 gennaio
Ingresso: gratuito
Con il patrocinio di: Comune di Cremona, Cremona 29 Città candidata Capitale italiana della Cultura
Con il contributo di: Fondazione Arvedi Buschini, TOTO Costruzioni Generali
Per informazioni: www.musei.comune.cremona.it
Contatti: 0372.407770, 331.1401559, museoalaponzone.biglietteria@comune.cremona.it
Comunicazione della mostra a cura di: MADE4ART, Milano
Contatti per la stampa: Vittorio Schieroni, Elena Amodeo - www.made4art.it, press@made4art.it



Commenti