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Aperto al pubblico Christian Stein Deposito

  • 2 giorni fa
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PERO (MI). Per i suoi sessant'anni di attività, la Galleria Christian Stein apre al pubblico gli spazi ex-industriali alle porte di Milano (Via Vincenzo Monti 46, Pero/Milano). Dal 10 aprile al 6 giugno 2026, sarà possibile vedere un'ampia selezione di opere dal deposito, in esposizione permanente ma abitualmente accessibili solo a visite private. Riunite in questi spazi, le grandi installazioni degli artisti storici e delle generazioni successive che hanno segnato l'identità della galleria dal 1966 ad oggi.


Nella foto: Christian Stein Deposito, Pero/Milano - Courtesy Galleria Christian Stein, Milano - Foto Agostino Osio


Gli ampi depositi della Christian Stein si configurano come un ambiente in cui le opere non sono semplicemente conservate, ma continuamente messe in relazione secondo una logica di archivio dinamico. Una vocazione espositiva già emersa in anni recenti: tra il 2014 e il 2019, la sede di Pero aveva infatti accolto una serie di mostre antologiche di valenza museale dedicate agli artisti della galleria. Con questa riapertura, dunque, il Christian Stein Deposito si propone non solo come semplice luogo di conservazione, ma come spazio in cui le opere si depositano, si stratificano e si trasformano insieme alle relazioni e alle storie che le attraversano. Un'antologia in divenire, in cui il tempo si accumula e rimane attivo.

Il rinnovato ruolo espositivo del Deposito si inscrive inoltre nella storia della galleria, da sempre caratterizzata da una particolare attenzione al rapporto tra opera e spazio. Dalla prima sede torinese di via Teofilo Rossi, aperta nel 1966, fino alla casa-galleria di Piazza San Carlo, e poi agli ambienti milanesi di via Lazzaretto e Corso Monforte, le sedi della Galleria Christian Stein hanno operato non come semplici contenitori, ma come condizioni attive, in dialogo con le pratiche degli artisti presentati.

In questa prospettiva, i depositi di Pero rappresentano una naturale estensione di una precisa attitudine, inaugurata con i protagonisti dell'Arte Povera e che, ancora oggi, permane come eredità per le nuove generazioni. Si tratta di un'attitudine a guardare al luogo come mai neutro, e alla possibilità che questo diventi spazio nel momento in cui l'opera, anch'essa mai imparziale, entra nel suo campo visivo. Al contempo, l'opera stessa si determina nel momento in cui prende forma nel contesto che la accoglie, in risposta a specifiche coordinate architettoniche e ambientali.

Oggi, il Christian Stein Deposito propone lavori di Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Richard Long, Fausto Melotti, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Uncini, Gilberto Zorio, Mimmo Paladino, Remo Salvadori, Marco Bagnoli, Domenico Bianchi, Peter Wüthrich, Paolo Canevari, Stefano Arienti, Elisabetta Di Maggio.


Nella foto: Veduta sala 3 Christian Stein Deposito, Pero/Milano - Opere di G. Paolini, P. Canevari, J. Kounellis, R. Long - Courtesy Galleria Christian Stein, Milano - Foto Agostino Osio


Dal 1966 a oggi: le sedi

La Galleria Christian Stein nasce in uno spazio espositivo che Mme Margherita Stein (alias Christian Stein) apre in via Teofilo Rossi 3, a Torino, e in cui espone, dal 1966, giovani artisti italiani, talvolta anche in dialogo con figure internazionali. Questa sede si configura fin da subito come un luogo di sperimentazione e vivacità, attraversato anche da una certa leggerezza, in linea con le prime ricerche degli artisti presentati. In questa sede nel 1967 Alighiero Boetti tiene la sua prima personale.

Dal 1972, la galleria si sposta in Piazza San Carlo, sempre a Torino: uno spazio che era al contempo galleria e casa di Mme Stein. L'idea di intrecciare nello stesso posto la dimensione privata e quella espositiva non è né casuale né scontata. Se i collezionisti vivono con le opere, integrandole nel proprio orizzonte quotidiano, qui il legame si fa ancora più forte: l'opera non è più solo oggetto, ma comportamento, attitudine a una condizione presente. In questo contesto, anche gli artisti entrano a far parte di quella quotidianità. Conseguenza naturale di questo concetto è la casa-galleria, che negli anni si lascia abitare e ristrutturare: mostre che permangono e si trasformano, anche per un anno intero, come nel caso di Le stanze di Pistoletto, o interventi che ristrutturano l'architettura stessa, come nella celebre mostra delle Italie di Fabro.

Il successivo trasferimento, tra gli anni Ottanta e Novanta, a Milano, nella sede proto-industriale di via Lazzaretto 15, risponde a una nuova esigenza: aprire il campo, lavorare su una scala diversa. Qui prendono forma grandi installazioni di Anselmo, Merz, Fabro, Kounellis, Zorio, in una condizione ormai matura, che riflette quella degli artisti stessi. A questa si affianca la sede di Corso Monforte 23 nel cuore di Milano, ancora oggi fulcro espositivo della Christian Stein, che ospita inediti progetti site-specific.

Sulla scia di questa storia, a Pero, appena fuori Milano, in ampi capannoni industriali, trovano sede i depositi Stein: una stratificazione di opere, esperienze e relazioni che conserva e al contempo rinnova il percorso iniziato nel 1966, reinterpretandolo come archivio vivo.


Nella foto: Veduta sala 6 Christian Stein Deposito, Pero/Milano - Opere di Mario Merz - Courtesy Galleria Christian Stein, Milano - Foto Agostino Osio


Christian Stein Deposito Via Vincenzo Monti 46, Pero/Milano Ogni venerdì e sabato ore 11 - 19 e su appuntamento Per informazioni: tel. 02.76393301 - info@galleriachristianstein.com www.galleriachristianstein.it

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