Cynthia Penna presenta l'artista californiano Ned Evans

LOS ANGELES. Per la rubrica "Arte dagli USA", Cynthia Penna, Art director e curatrice di ART1307, Istituzione culturale con sedi a Napoli e Los Angeles, presenta ai lettori di ARTSTART un approfondito ritratto dell'artista californiano Ned Evans.


Nella foto: "Natal" di Ned Evans


di Cynthia Penna

Direttore artistico e curatore

ART1307 Napoli - Los Angeles


Ned Evans è un artista californiano che può essere inserito nel movimento Light and Space per la sua accentuazione pittorica sui temi di spazio e luce e per la riduzione ad un linguaggio astratto della sua quotidianità esperienziale nel surf, nonché della spazialità dell'oceano e della luce che da esso riflette.

Artista estremamente poliedrico che nella sua lunga carriera ha spaziato tra figurazione ed astrazione pur rimanendo fortemente legato all'astrattismo e alla semplificazione delle forme apportata dal minimalismo e dal movimento americano dell'Hard-Edge.

Si laurea in arte presso l'Università di California ad Irvine e prosegue la sua crescita artistica fortemente influenzato dall'ambiente circostante che inizia a "descrivere" in ambito astratto per piani e linee di colore alternati a campi di luce irradiata che dal fondo emerge prepotentemente verso lo sguardo dello spettatore. La luce è intesa come elemento pittorico di base invasivo di tutta la tela su cui il colore viene sovrapposto per stratificazione.

La colorazione potente e solare diviene mezzo espressivo e descrittivo della propria esperienza personale di rapporto con le forze naturali dell'acqua, dell'oceano e della luce.

Eppure Evans non si ritiene appagato se periodicamente non ritorna alle sue opere figurative che parlano di surf e di oceano.


"Mi piace ricordare che ho cominciato queste pitture 60 anni fa; quando avevo 10 anni. Iniziai a dipingere e a praticare il surf. Queste due attività hanno continuato a costituire il mio rifugio dal tumulto del mondo anche oggi... Ero totalmente attratto dalla luce tropicale e dall'oceano. Subito dopo iniziai a dipingere... Intorno al 1995 ritornai alle mie iniziali riflessioni e iniziai una serie di lavori basati sull'oceano che chiamai 'H2Os'. Essendo primariamente un pittore astratto consciamente presi la decisione di aggiungere differenti ricerche visuali al mio lavoro che erano maggiormente connesse alla mia vita quotidiana...".

Nelle foto: "Bird rocks" e "Finger bay" di Ned Evans


"Emozionali più che soltanto visive, le opere ispirate dalla pratica del surf di Ned Evans sono ovviamente evocative dell'ondeggiare dell'oceano, ma non sono semplici riproduzioni di una reinterpretazione collettiva o fisica del surf. Dopo circa 5 decadi di surf e pittura, una simbiosi è intervenuta tra le due pratiche, una profonda relazione intrecciata ha nutrito le due passioni. Evans ha raccolto una fonte di esperienze da e per l'oceano e le sue innumerevoli prospettive... Derivati dal sogno, dalla memoria, dall'esperienza effimera che l'oceano può regalare a chi lo ama, i dipinti di Evans sono stati esposti in tutti gli Stati Uniti e in Europa. Picasso ha detto: 'La pittura non è un'operazione estetica; è una forma di magia concepita come un mediatore tra questo strano e ostile mondo e noi stessi, un modo per rafforzarci dando forma ai nostri terrori e ai nostri desideri'; e Evans aggiunge: 'E mi chiedo, avrebbe potuto parlare anche di surf?'".

Conosco Ned Evans e la sua opera da ormai più di dieci anni ed ho avuto con lui lunghi scambi di opinione sul senso dell'arte; Evans è stato in Italia nel 2015 ospite di ART1307 Istituzione culturale per una mostra di gruppo con altri artisti/amici californiani che condividono con lui la passione per il surf, dal titolo "MANA in Naples" che ho avuto il piacere di curare insieme alla direttrice del Museo di Arte di Lancaster CA, Andi Campognone. Da questa nostra comune esperienza e dalla nostra amicizia è nata questa intervista che desidero condividere.


C. Penna: Hai lavorato insieme a David Lloyd su alcune opere che raffigurano Vulcani ivi incluso il nostro Vesuvio; puoi raccontarci da dove nascono queste opere?

N. Evans: David Lloyd ed io ci conosciamo da circa 40 anni. Abbiamo condiviso arte astratta e pratica del surf come nostri interessi e passioni. Abbiamo realizzato collaborazioni con altri artisti per lungo tempo. Quando si entra in una collaborazione gli ego personali escono dalla finestra. Ho sempre avuto obiettivi o argomenti decisi reciprocamente in queste condivisioni. Quando si collabora è effettivamente più facile concentrarsi sul progetto. È come avere due paia di occhi per vedere il mondo. Molto liberatorio. David e io abbiamo fatto vulcani, cascate e Ufo con ulteriori progetti per il futuro. Entrambi troviamo questa pratica utile per altre attività artistiche.

C. Penna: Sei un artista astratto ed hai alle spalle una lunga, durevole e riuscita carriera: come passi da uno stile all'altro, o come connetti gli stili? E se non esiste nessuna connessione mi chiedo: il ritorno alle pitture dell'acqua in uno stile figurativo devono essere interpretate solo come una fuga da situazioni difficili della tua vita come la malattia di tua madre o la epidemia di Covid? Sono una sorta di guarigione dal dolore?

N. Evans: Ho sempre avuto una sorta di doppia personalità quando si tratta di fare arte. Sono curioso fino al punto di sbagliare. Fare più di una cosa mi viene naturale. Mi annoio o mi incuriosisco e mi piace andare avanti. La mia arte astratta è più concisa e i dipinti di 'H2O' sono più emotivi. L'arte è sempre una scelta tra il ridicolo e il sublime. Mi piace andare avanti e indietro come desidero.

C. Penna: Sei un pittore astratto molto vicino al movimento Californiano Light and Space perché usi il colore per gestire lo spazio e immergi tutto nella luce. Puoi parlarci un po' dell'"altra arte" di Ned Evans? Dove risiede il fondamento della tua astrazione?

N. Evans: Io non ho un'"altra arte". È sempre la stessa. Semplicemente sembra diversa. Sono un pittore che ha sempre preso l'ambiente, dentro e fuori, come mio protagonista. Se lavoro in astrazione o con un soggetto reale veramente non è rilevante. Il fare arte per me significa non avere regole. Così non cerco di imporle ma quando lo faccio di solito mi limito a guardare e andare avanti. Ad alcune persone piace lucidare l'unica roccia che amano per tutta la vita. A me piace continuare a ribaltare le rocce.

C. Penna: Cosa esattamente significa per te il verticalismo delle linee che introduci nelle tue opere?

N. Evans: Stai parlando di un dispositivo formale nella pittura per dirigere o indicare allo spettatore di fermarsi o spostarsi all'interno del piano dell'immagine. Considerali come punteggiatura o interruzione e re-indirizzamento.

C. Penna: Qual è il significato dell'alternanza di luce e ombra nelle tue opere?

N. Evans: Il significato dell'alternanza di ombra e luce nella pittura è la vita. Qualche volta cerchi la luce, altre volte hai bisogno di essere nell'oscurità. Inspirazione, espirazione. Ying/Yang eccetera.


Nelle foto: "Cueta" e "Sarwak" di Ned Evans


In questi giorni Ned Evans sta esponendo le sue ultime opere presso la galleria Craig Krull di Santa Monica e l'artista le accompagna con alcune riflessioni molto interessanti anche relative alla situazione della epidemia da Covid e dei recenti risultati elettorali in America:


"Queste 'H2Os' sono cresciute nuovamente insieme al mondo afflitto dal Covid. Di nuovo ho trovato che la pittura è per me un costante rifugio quando il mondo gira fuori controllo. Man mano che i risultati elettorali del 2020 crescevano, incrementavano e inducevano ansia. Mi sono scoperto ad aggiungere ulteriori immagini alle opere 'H2Os' seguendo la mia passione per Milton Avery ed altri nel mio lavoro oltre ai lavori di Man Ray, Max Ernst e de Chirico. Esattamente come quando avevo 10 anni e non sapevo cosa fosse cosa, preoccupato da un destino imminente, ho iniziato a lasciare che le immagini delle mie opere raccontassero piccole storie o creassero strani e rassicuranti scenari. La mia dislessia ha aiutato a mischiare tutto insieme, alla men peggio, assegnando alle immagini nuove collocazioni di significato. Queste opere vengono fuori come un insieme di molte cose che io adoro, e mi aiutano a capire che se tu puoi trovare un qualsiasi conforto in ciò che fai e ami, hai già fatto un bel passo avanti".

Nelle foto: "Big red", "Kidney cove", "Combo" e "Mirror" di Ned Evans


In Italia le opere di Ned Evans sono rintracciabili presso ART1307 Studio a Napoli: www.art1307.com.


Le immagini delle opere pubblicate insieme al testo sono state gentilmente fornite da Cynthia Penna con l'autorizzazione dell'artista.


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