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Ho sempre giocato a questo gioco: intervista a Ugo Nespolo

MILANO. Vittorio Schieroni ha intervistato Ugo Nespolo (Mosso, BI, 1941) in occasione del conferimento al Maestro del Master ad honorem in Management delle Risorse Artistiche e Culturali da parte dell'Università IULM, Ateneo presso il quale il Direttore di ARTSTART ha studiato e avviato il suo percorso professionale. L'incontro, tenutosi presso il Rettorato lo scorso lunedì 23 ottobre alla presenza del Magnifico Rettore Gianni Canova, si è rivelato occasione per affrontare alcuni temi ricorrenti nell'arte di Ugo Nespolo e per scoprire in anteprima la sua opera "TAM TAM - Teatro delle Arti Multimediali", installazione che andrà a comporre il Museo Diffuso della Comunicazione della IULM.

Accompagna il testo una gallery fotografica con le immagini dell'incontro con Ugo Nespolo, del conferimento del Master al Maestro e dell'inaugurazione della sua opera, dell'incontro con Gianni Canova, Giovanni Puglisi, Roberto Vecchioni e Jimmy Ghione, inviato del programma televisivo Striscia la notizia.


Nella foto: Vittorio Schieroni e Ugo Nespolo all'Università IULM


Intervista di Vittorio Schieroni

Direttore ARTSTART


Vittorio Schieroni: Maestro, questa sera le sarà conferito il Master ad honorem in Management delle Risorse Artistiche e Culturali dall'Università IULM. Quali messaggi e valori può trasmettere un artista a dei giovani che presto accederanno al mondo del lavoro?


Ugo Nespolo: La IULM forgia dei giovani, degli studenti, degli studiosi per certe discipline, è un'Università che fornisce la possibilità di lavorare in tanti ambiti. Posso dire che oggi, per esempio nell'ambito delle discipline estetiche e artistiche, è un momento cruciale, nel senso che è davvero il momento di rifare un po' il punto della situazione, di capire che senso ha l'estetica, che ruolo gioca l'arte nel sociale, a cosa serve essere artisti, chi è un artista, chi non è un artista e perché è un non artista… insomma, è un momento di domande, secondo me. E la risposta a queste domande che l'università può dare è proprio quella di chiarire le idee, mettere la gente sulla strada e dire che, innanzitutto, la prima strada è quella di ri-teorizzare, di ri-capire che cosa stiamo facendo.


"TAM TAM - Teatro delle Arti Multimediali" è l'installazione che verrà inaugurata questa sera nella hall dell'edificio IULM 1. Ci può raccontare l'origine della sua opera e delinearne le caratteristiche principali?


Quest'opera è l'estensione di un'idea bizzarra che sta più che altro nell'ambito della letteratura: l'dea di una valigetta portatile che trasporti delle figurine, delle marionette, degli oggetti, come un museo da viaggio. Questa è un'idea che nasce da lontano, dalla letteratura, dalla "Boîte-en-valise" di Duchamp. L'idea si articola attraverso queste figurine, che ovviamente non sono esaustive di una cultura generale, però in parte sono oggetti che si relazionano molto con il percorso degli universitari, dei ragazzi che studiano qui. È l'idea di un'estensione, di un riferimento vasto all'ambito della cultura, della comunicazione, delle lingue, dello stare al mondo. Questo "Teatro delle Arti" in qualche maniera lo sintetizza, perché le sagome sono appena una ventina, ognuna ha un argomento in sé che è materia di discussione, ti potrebbero accompagnare in quello delle Avanguardie storiche, della pubblicità, della comunicazione, quello dell'arte contemporanea e passata. È come avere un gioco, spostabile e modificabile, perché queste sagome sono intercambiabili: l'idea, come dicevamo prima, è quella di generare delle domande, non dare delle verità scontate, perché oggi è molto difficile avere un'idea così precisa e sicura.


Pittura, scultura, fotografia, cinema: lei è certamente un artista poliedrico. Qual è il suo rapporto con le diverse tecniche e forme artistiche?


In realtà è un rapporto molto semplice, perché io dico che "è sempre la stessa cosa". Io ho fatto cinema, ho portato il cinema sperimentale dagli Stati Uniti in Italia negli anni Sessanta, ho lavorato con le varie discipline, con la fotografia, con la scultura, con gli oggetti ecc... ma alla fine è sempre lo stesso gioco, per sfatare un po' una leggenda, quella dell'artista monocorde, che fa sempre lo stesso quadro tutta la vita, che si ripete, perché il mercato gli chiede questo. Qui invece è un po' il gioco di scartare questa opzione banale dell'artista come un faticatore noioso e ripetitore di se stesso. Il mio lavoro è innanzitutto una domanda che mi sono fatto fin dall'inizio: chi è un artista? Che artista vuoi essere? Vuoi essere quello che è legato a un tema e fa sempre quello oppure preferisci metterti in gioco ogni volta? È più rischioso, è un gioco molto più rischioso, però a volte vale la pena farlo.


Quali sono i temi e gli ambiti d'interesse su cui attualmente si concentra la sua ricerca artistica?


Guardi, anche qui direi che sono gli stessi di sempre, però con delle varianti. Sì, perché i media sono anche cambiati, è mutato l'atteggiamento, sono mutate le possibilità. L'elettronica ci ha dato delle possibilità infinite, nuove, che prima non c'erano. Però la sostanza rimane sempre quella. È inutile rimpiangere il cinema con la pellicola, come si faceva un tempo… ma il tema è sempre questo, solo che oggi c'è una motivazione diversa, ci sono dubbi maggiori, dubbi proprio sull'artista e sull'arte. Abbiamo cominciato con questo e conviene finire con questo: che ruolo ha l'arte oggi nel sociale? Che cosa stiamo facendo? Siamo soltanto dei produttori di commodities, di oggetti che servono, come lo stagno, l'acciaio e l'acqua minerale, per esempio, oppure vogliamo dire qualcosa di diverso nel sociale? Io ho cercato sempre, attraverso l'ironia, di giocare a questo gioco.


Nella gallery fotografica: immagini dell'incontro con Ugo Nespolo, del conferimento del Master al Maestro e dell'inaugurazione della sua opera; con Gianni Canova, Giovanni Puglisi, Roberto Vecchioni e Jimmy Ghione (clicca sulle immagini per ingrandirle)

L'intervista è stata rilasciata da Ugo Nespolo a Vittorio Schieroni lunedì 23 ottobre 2023 presso l'Università IULM di Milano.
Si ringrazia per la collaborazione l'Università IULM, in particolare il Magnifico Rettore Gianni Canova ed Elisa Pasino dell'ufficio stampa dell'Ateneo.
Per informazioni sull'Università IULM: www.iulm.it.


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