Professione Art Advisor: Domenico Filipponi

MILANO. Gli investimenti in arte e nei beni di lusso e da collezione dal punto di vista di un Art Advisor che opera da decenni nel mercato: Domenico Filipponi, Head of Art Advisory Services presso Cordusio SIM, Società del Gruppo UniCredit, delinea per i lettori di ARTSTART, in un'intervista a cura di Vittorio Schieroni, le tappe fondamentali della sua esperienza professionale, i principali cambiamenti avvenuti nel suo lavoro nel corso del tempo, analizzando la situazione attuale e gettando uno sguardo agli scenari futuri.



Intervista di Vittorio Schieroni

Direttore ARTSTART


Vittorio Schieroni: Lavorare nel mondo dell'arte presuppone generalmente una passione che è diventata anche una professione: quando e da dove ha preso l'avvio il suo percorso nell'Art Advisory?


Domenico Filipponi: Ha preso l'avvio praticamente subito, mentre stavo lavorando alla mia tesi di laurea. In quel periodo iniziai a lavorare in uno dei primi studi internazionali di consulenza d'arte e il mio compito era di alimentare un database con i risultati delle aste. Ѐ così che ho iniziato a respirare il mondo del mercato e delle sue dinamiche. Una realtà che mi ha subito affascinato e che mi ha permesso di coniugare passione e professione.

Ritengo che il mio percorso sia in buona parte frutto di eventi casuali, ma a posteriori sembra essere stato costruito a tavolino. Il mio primo (vero) lavoro è stato al Giornale dell'Arte, dove mi furono affidate le pagine dedicate al mercato: antiquari, gallerie e case d'asta. Analizzare e commentare i risultati delle vendite, intervistare i protagonisti del mercato dell'arte e raccontarlo ai lettori mi ha dato l'opportunità di entrare in contatto e sviluppare relazioni importanti sia in Italia che all'estero. Dopo alcuni anni in redazione si è presentata un'occasione da Christie's. Un'altra importante tappa della mia formazione che mi ha permesso di passare dalla "teoria" (scrivere di mercato) alla "pratica" (operare nel mercato). Nel periodo di Christie's mi fu affidato, tra gli altri, il compito di sviluppare le relazioni con le banche offrendo loro servizi di Art Advisory, ed eccomi qua, in UniCredit, prima tra le banche in Italia a offrire questi servizi alla propria clientela. Per riassumere potremmo dire che prima ho scritto di mercato, poi l'ho "fatto" e oggi lo consiglio. Mi chiedono spesso come si diventa Art Advisor e io rispondo "invecchiando", ossia accumulando una serie di esperienze, di conoscenze che ti mettono poi nella condizione di riversarle su coloro ai quali offrire queste consulenze.


Quali sono i principali aspetti che sono cambiati nel corso del tempo?


Questo è un dato interessante, perché in effetti dico molto spesso, quando parliamo dell'Art Advisory, che il mio lavoro cambia con il tempo e con la realtà con cui ci si confronta. Gli scenari di mercato, che sono anche il risultato di scenari sociali, economici e politici, cambiano nel tempo e di conseguenza cambiano anche le esigenze, le curiosità e le richieste dei clienti: così cambia anche il nostro lavoro. Limitandoci alla mia esperienza in UniCredit, uno dei maggiori cambiamenti è stato quello che ha visto mutare il nostro ambito di azione dalla gestione di patrimoni artistici esistenti (e tutte le tematiche ad essa legate: valutazione, protezione, custodia, pianificazione, vendita ecc.) alla costituzione di nuovi asset ai fini di una migliore diversificazione dei propri investimenti.

Lo spartiacque è stato la crisi di Lehman Brothers nel 2008, che ha aperto una finestra di opportunità a chi avesse voluto entrare nel mercato in quel momento grazie alla correzione dei prezzi subita a causa della crisi dopo anni di una corsa speculativa al rialzo, soprattutto nel comparto dell'arte contemporanea.


"Gli scenari di mercato, che sono anche il risultato di scenari sociali, economici e politici, cambiano nel tempo e di conseguenza cambiano anche le esigenze, le curiosità e le richieste dei clienti: così cambia anche il nostro lavoro".

Come ha influito la pandemia sul suo lavoro? E, per ricollegarci direttamente all'attualità, è già possibile fare qualche riflessione su possibili ripercussioni della guerra in Ucraina?


Su quest'ultimo punto è davvero troppo presto per poter avanzare qualsiasi previsione sulle ripercussioni che gli eventi attuali potranno avere sul mercato dell'arte. Per quanto riguarda la pandemia, dopo un breve periodo di stallo inziale, sono stato positivamente colpito da come i clienti hanno reagito all'on-line. Tutto questo si è portato dietro un modo diverso di organizzare il lavoro constatando che il rapporto diretto e personale con il cliente (che continuo a ritenere di fondamentale importanza) possa in alcune fasi essere sostituito efficacemente da un confronto virtuale. Questa "forzatura" dell'on-line, che temevamo potesse "impoverire" la relazione con il cliente, in realtà si è rivelata un potente alleato ai fini di un processo di consulenza ancora più efficace, fluido, regolamentato contribuendo a compiere grandi passi nella direzione di una maggiore, e da anni auspicata, trasparenza del mercato, tema questo da sempre citato come il "tallone d'Achille" del mercato dell'arte.


Rispetto al passato ha quindi riscontrato un crescente ricorso ai servizi di Art Advisory da parte della clientela della Banca?


Assolutamente sì. C'è stata una crescita continua e il dato forse più interessante è che non si è fermata nemmeno negli ultimi tempi, con un aumento costante del numero di consulenze erogate.


"Questa 'forzatura' dell'on-line, che temevamo potesse 'impoverire' la relazione con il cliente, in realtà si è rivelata un potente alleato ai fini di un processo di consulenza ancora più efficace, fluido, regolamentato contribuendo a compiere grandi passi nella direzione di una maggiore, e da anni auspicata, trasparenza del mercato".

Quali sono i servizi più frequentemente richiesti da parte dei vostri clienti?


La valutazione è il primo ed è alla base per tutti gli altri. Devi sapere quanto vale una cosa per poi dare seguito alle necessità che il cliente esprime: conoscere il valore attuale di determinati beni ti aiuta a prendere le decisioni migliori, si tratti di compravendita, assicurazione, passaggio generazionale o altro.


Alla luce delle trasformazioni economiche, sociali e culturali in atto, può ipotizzare alcuni scenari che riguarderanno gli investimenti in arte e la sua professione?


Di sicuro l'esponenziale crescita di interesse alla quale stiamo assistendo nei confronti degli NFT, per fare un esempio, ci indica nuovi scenari su cui necessariamente sarà indispensabile fare delle riflessioni, in particolare, come mi è già capitato di constatare, con la fascia più giovane dei nostri clienti che per ovvi motivi sono più sensibili alle sollecitazioni che questa nuova realtà stimola. Da parte nostra cercheremo, come sempre, di affiancarli per metterli nella condizione di valutare opportunità, rischi ed effettuare le proprie scelte in modo consapevole.


Intervista realizzata a Milano giovedì 3 marzo 2022.